LA  STORIA

DEL  3°  REGGIMENTO  TRASMISSIONI

 

Per effetto della legge del 29 giugno 1882 e del decreto 7 settembre 1883, viene costituito in Firenze il 3° Reggimento Genio, acquisendo  dal 1° e 2° Reggimento Genio tre compagnie telegrafisti, due ferrovieri, due zappatori ed un treno.

Il 20 novembre del 1884, dopo due ascensioni libere eseguite con i palloni sferici “Etoile” ed “Eclaire” pilotati dal proprietario Godard, aeronauta  francese, il tenente del 3° Reggimento Genio, conte Alessandro Pecori Girali, pilota da solo una dei palloni predetti. Il Ministero della Guerra, in seguito alle relazioni dello stesso Girali, autorizza con disposizione ministeriale la costituzione in Roma, presso il distaccamento del 3° Reggimento Genio con sede nel Forte Trionfale, di una “sezione Aeronautica” comandata proprio dal tenente Girali che fu anche il fondatore e primo comandante degli aerostieri militari italiani.

L’11 giugno 1894 viene effettuata la prima ascensione libera in Italia con materiale italiano; piloti il capitano Moris Maurizio Mauro, che dal 1892 aveva assunto il comando  della Compagnia specialisti, e il tenente Dal Fabbro Cesare.

Il 15 ottobre 1895 il 3° Reggimento Genio prende il nome di “3° Reggimento Genio Telegrafisti” e rimane formato su comando, stato maggiore, 4 brigate zappatori/telegrafisti, una brigata specialisti, tre compagnie treno e deposito.

Il Reggimento  ha il battesimo del fuoco nella campagna di guerra 1895-96 in Eritrea, alla quale partecipa con 7 ufficiali e 192 uomini di truppa.

Presso la Brigata Specialisti sono formate nell’aprile 1896, una sezione fotografica da campo ed una sezione radiotelegrafica. Nel 1897 viene eseguito il primo rilievo aerofotografico, rappresentato dalla riuscitissima planimetria d’un tratto del Tevere per mezzo di una macchina fotografica munita di una sospensione cardanica e di scatto elettrico applicata al pallone frenato. Detto lavoro riscuote in seguito plauso mondiale al Congresso internazionale di Bruxelles del 1910.

In questa Brigata vengono studiati e sperimentati, oltre ai mezzi detti “più leggeri dell’aria” (areostati di vario tipo), anche quelli detti “più pesanti dell’aria” (aeroplani) che addirittura precedono le esperienze fatte dai fratelli Wright in America nel 1903 ma conosciute in Europa molto più tardi.

Nei laboratori della Brigata, nel 1904, si inizia la costruzione della grande aeronave “Italia” che, progettata dal conte Almerigo da Schio, si leva in volo nel Giugno del 1905.

Nel 1907, con personale e mezzi tratti dalla Compagnia Specialisti della Brigata omonima, vengano costituite le prime unità radiotelegrafisti.

Nel giugno dello stesso anno muore a Roma il capitano del Genio Arnaldo Ulivelli, comandante della seconda Compagnia Specialisti, in seguito alla caduta del pallone sferico da 250 mc. causata da un fulmine; nel punto in cui cade, in località Acqua Traversa sulla via Cassia, è posta dai colleghi della Brigata Specialisti una lapide commemorativa in pietra; quattordici anni dopo, con circolare n. 328 in data 16 gennaio 1921, il Ministero della Guerra disporrà che il Forte Trionfale assuma la denominazione di Caserma “Arnaldo Ulivelli”.

Sempre nel 1907 viene costituito a Roma il “Club Aviatori”, presieduto dall’attivissimo Moris che nel 1909  riesce a portare nella capitale, sotto regolare contratto, Wilbur Wright con uno dei suoi biplani. Wright tra il 15 e il 26 aprile  compie sul prato di Centocelle 67 voli trasportando 19 passeggeri ed istruendo il sottotenente di vascello Mario Calderaia, il primo pilota brevettato in Italia. Nel 1908, in occasione del terremoto di Messina, il Reggimento, mobilita 3 compagnie telegrafisti e due specialisti, e si presenta alla ribalta della pubblica considerazione per l’efficienza delle prestazioni tecniche dimostrate dai reparti impiegati nel ripristino dei collegamenti telegrafici e telefonici della Calabria e della Sicilia.

La Brigata Specialisti, nel settembre del 1909, si costituisce in unità autonoma, pur rimanendo come sede centrale presso il Forte.

Altro contributo di guerra è quello dato durante le operazioni nella campagna italo-turca, definita anche di Libia, del 1911-12, con la partecipazione di tre compagnie e tre plotoni autonomi, i quali impiegano le prime stazioni radio per collegamenti fra comandi di grandi unità.

Nel 1914, le compagnie del Reggimento divengono 24, ciascuna costituita da personale telegrafico, da una sezione treno e da un parco telegrafico. Nello stesso anno sono adottati fregi speciali per il personale del 3° Reggimento Genio Telegrafisti.

All’inizio del primo conflitto mondiale, il deposito del Reggimento mobilita, oltre le sue 24 compagnie, quattro sezioni telegrafisti per divisioni di cavalleria, nove sezioni R.T. cinque compagnie di milizia mobile ed una compagnia treno.

Alla fine della guerra il totale delle compagnie telegrafisti sale a 68, ed ai reparti sopra indicati devono essere aggiunte 59 compagnie telegrafisti e 18 unità R.T., passate ad altri centri di mobilitazione.

Con il riordinamento dell’Esercito alla fine del sanguinoso conflitto (decreto n°2143 del 21 novembre 1919) il 3° ed il 7° Reggimento vengono soppressi ed insieme concorrono alla formazione del 1° e 2° Reggimento RadioTelegrafisti, in relazione al crescente impiego dei mezzi radiotelegrafonici.

Nel 1932, con l’ordinamento Pariani, l’Esercito subisce ulteriori evoluzioni. Viene introdotta la divisione binaria, per cui si passa a venti Corpi d’Armata, che inquadrano 63 divisioni. I supporti per le trasmissioni risultano così essere:

-     17 battaglioni misti di collegamenti per C.A. normali;

-     6 compagnie collegamenti di cui due rispettivamente per il Corpo d’Armata Corazzato e una per quello Celere e per quello Alpino;

-     63 compagnie miste (telegrafisti e radiotelegrafisti) per le divisioni di fanteria.

Mentre si prepara un successivo riordinamento nell’ambito dell’Esercito, gli avvenimenti precipitano fino allo scoppio della seconda guerra mondiale; durante tale guerra al servizio del comando del X Corpo d’Armata, inquadrato prima nella V armata italiana e poi nell’armata corazzata Italo-Tedesca, opera il X Battaglione Collegamenti (89ª Compagnia Telegrafisti e 124ª Compagnia Marconisti).

Tale Battaglione  viene sciolto dopo la gloriosa ed epica battaglia di El-Alemein nel Novembre del 1942.

Contemporaneamente, per le esigenze dello Stato Maggiore dell’Esercito, vengono mobilitati (5 giugno 1940) il X Battaglione Telegrafisti e il X Battaglione Marconisti, inquadrati nel X Raggruppamento Genio S.M.R.E., le cui compagnie operano nei vari fronti per assicurare i collegamenti con gli organi centrali.

Il comando e la 131ª Compagnia Marconisti sono dislocati presso il Forte Trionfale, Caserma Arnaldo Ulivelli, mentre la 146ª Compagnia è dislocata presso il Forte Bravetta.

Nell’Agosto del 1940, con elementi tratti dal 146ª Compagnia, viene costituito un centro di intercettazioni presso Lecce.

A seguito dei noti avvenimenti dell’8 settembre 1943, tali unità sono sciolte e viene costituito presso Monitori, una compagnia Telegrafisti ed un Ufficio Reti ed Esercizi.

Il Battaglione si trasferisce a Roma il giorno 16 giugno 1944, dopo circa dodici giorni dalla liberazione della capitale, ed occupa la caserma “A. Ulivelli”.

A datare dall’11 gennaio del 1947, assume la denominazione di Battaglione Collegamenti Speciali del Ministero della Guerra, ed è formato da un comando, compagnie teleradio, compagnia Marconisti, 1ªe 5ª compagnia marconisti speciale, Ufficio rete ed esercizio.

Il 7 novembre 1949, la Compagnia Sperimentale Collegamenti, dislocata alla Cecchignola  presso la scuola Genio Collegamenti, si trasferisce alla caserma Ulivelli passando a tutti gli effetti alle dipendenze del Battaglione Collegamenti, ferma restando la dipendenza d’impiego dal Centro Studi dello S.M.E. La Compagnia Sperimentale, cessa la dipendenza amministrativa e disciplinare dal Battaglione ed è trasferita alla Scuola Trasmissioni della Cecchignola, appena costituitasi, il 31 agosto 1953.

Nel 1954 il suo nome viene modificato in Battaglione Trasmissioni Speciale del Ministero Difesa-Esercito.

Nel 1955 viene costituita la Compagnia Speciale Trasmissioni Intercettazioni e Radiogonometria, successivamente inserita nel IX Battaglione Trasmissioni; da tale Compagnia trarrà origine il Centro Informazioni e Difesa  Elettronica (CIDE).

Il Battaglione, nel 1957, diviene X Battaglione Trasmissioni ed è in quest’ultima circostanza unito idealmente ai sopraccitati reparti che hanno operato nel corso del secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra.

Con la ristrutturazione dell’Esercito, dal 31 dicembre 1975, diviene 10° Battaglione Trasmissioni “Lanciano” ed è reso depositario delle tradizioni del 3° Reggimento Genio Telegrafisti con sede nelle caserma Ulivelli, ex Forte Trionfale.

Con decreto del 12 novembre 1976, con solenne cerimonia, riceve la bandiera di guerra ed è articolato su un comando, plotone comando e tre compagnie trasmissioni.

Nel 1984 viene costituita la Compagnia Comando e Servizi e le compagnie Trasmissioni sono ridotte a due.

Il 24 settembre 1993, nel quadro del riordinamento della forza armata, il 10° Battaglione Trasmissioni “Lanciano” perde la propria autonomia ed il giorno successivo è inquadrato nel 3° Reggimento Trasmissioni di nuova formazione.

Fonte:http://www.angetitalia.it/Storia%203°%20Trasm.htm

 

 

Nel 1903, alla fine del mese di maggio, un reparto del Genio Trasmissioni dell'Esercito, con un telegrafo senza fili realizzato da Guglielmo Marconi, inviò con successo un messaggio dalla collina del "Campaccio", all'allora Prefetto di Roma che, appena ricevutolo, rispose con un telegramma. 

1º Reggimento trasmissioni

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