LA RADIO IN GUERRA

STAZIONE RADIO CAMMELLATA
STAZIONE RADIO CAMMELLATA

 LA CAMPAGNA DI LIBIA

Di IW5BWL, Andrea.

CARI AMICI... da un amante del surplus militare vi aspetterete uno di quegli articoli che descrivono questo o quell’apparato del periodo del soldato RAYAN ma questa volta non è così, voglio infatti parlarvi di qualcosa accaduto molto prima, agli inizi del 900 e collegate all’invenzione della radiotelegrafia scoperta dall’Italiano GUGLIELMO MARCONI e diffusa nel mondo  dall’imprenditore ”inglese”  GUGLIELMO MARCONI... “LA CAMPAGNA DI LIBIA” una pagina di storia che ha il sapore di  un racconto del nonno ai nipotini..... data la lontananza del periodo, ma si tratta di un  periodo effervescente, di scoperte tecnologiche di modifiche degli assetti mondiali; è una storia   scritta grazie ai  notevoli sforzi  di tante persone che anno dato tutto per la grandezza dell’Italia .

La campagna di Libia  è stata la prima guerra al mondo dove sono  usate in modo estensivo le innovazioni tecnologiche del tempo, dando lustro all’Italia e mettendola ai primi posti delle nazioni più evolute. Basti pensare che la stampa mondiale dette un gran risalto alle gesta della prima aviazione militare del mondo, quella Italiana, alle missioni di bombardamento notturno, alle ricognizioni, fatte da avieri che volontariamente con i loro velivoli, e finanziati dall’aereo club d’Italia, costituirono il corpo di aviatori civili della Libia. rimpinguando le esigue file della neonata aviazione militare.

Nel 1912 la stampa inglese scriveva che  la guerra fatta dagli Italiani era destinata a rivoluzionare la tattica e le strategie delle guerre moderne, mentre oltre oceano esaltando l’Italia per la tecnologia messa in campo si riconosceva agli Italiani di essere più avanti anche degli inglesi per quanto riguarda apparati e prestazioni, affidabilità delle maglie radiotelegrafiche. Il mondo rimase stupito dai brillanti risultati e dai materiali tecnologici tutti “made in italy” (costruiti su licenza della Marconi Wireless) utilizzate dalle nostre forze armate.

L’impero di LIBIA era totalmente collegato da maglie radio, specialmente la TRIPOLITANEA Stazioni Radio Trasmittenti (r.t.) erano disseminate anche nei presidi più remoti fino al confine del FEZZAN e il tutto  grazie al sacrificio anche della vita  di tantissimi RADIOTELEGRAFISTI (non voglio usare l’appellativo di “marconisti” eufemismo coniato oltremanica (questo lo sapevate? n.d.r.). Ma andiamo con ordine, nel 1911 la flotta Italiana si dirigeva verso le coste della Libia attenta agli spostamenti della flotta Turca, le nostre navi erano dotate di stazioni r.t. potenti con ricevitori di buona sensibilità, ma i turchi avevano le nuovissime stazioni MARCONI con l’rx a valvola e carborundum, quindi migliori delle  nostre, per fortuna non ebbero il tempo di impararle ad usare come si deve, in quanto MARCONI, appena sentì puzzo di guerra, abbandonò insieme ai tecnici della sua compagnia il suolo turco, lasciando che i radiotelegrafisti ottomani che se la cavassero da loro.  il vice ammiraglio FAVARELLI da bordo della sua nave in rada ad Augusta dette l’ordine via radio a due torpediniere d’alto mare, di sabotare i cavi telegrafici che collegavano la Libia a Malta   (il cavo era di proprietà della inglese “Eastern Telegraph” di Londra, che non gradì la cosa e  pretese  l’indennizzo dall’Italia, cosa che logicamente non avvenne). Dopo lo sbarco, l’otto ottobre furono sabotati i cavi che collegavano via terra l’Egitto e la Tunisia, quindi le comunicazioni del nemico con Costantinopoli, dove era il comando del suo esercito, assicurate solo da poche stazioni r.t. .

Durante la navigazione le navi Italiane comunicavano invece con il comando generale in patria tramite staffetta tra di loro, in relazione alla distanza che avevano dalla trasmittente in suolo Italiano, che in principio era Lampedusa che a sua volta si teneva in contatto con Roma Montemario. Più tardi le comunicazioni con l’Italia furono assicurate tra le enclaves da stazioni montate su navi ancorate in rada, come ad esempio la Marco POLO, che stazionava ad  Homs. Nel pomeriggio del 29 Settembre la regia nave PISA, ricevette tramite telegramma l’ordine di cannoneggiare e distruggere la stazione radio r. t. di Derna,  impianto importantissimo per i nostri nemici, non fu solo la voce dei nostri cannoni ad echeggiare, ma anche il ticchettio del tasto dell’operatore r.t. della PISA, che disturbava le frequenze operative Turche per impedire che chiedessero aiuto alla loro marina, che era in navigazione verso i Dardanelli. La stazione distrutta era una Telefunken, fu sostituita dopo l’occupazione di quel territorio da una MARCONI da 5 Kw che fu utilizzata per tutta la durata dell’Impero. Il giorno 3 ottobre, una potentissima flotta di navi era schierata di fronte a Tripoli e iniziò il cannoneggiamento con i pezzi da 310 mm che sbaragliarono le difese fortificate della città, poi passò il fuoco ai piccoli calibri da 150 mm (...) per limitare più possibile i danni ai civili.  Poi c’è da dire che la Libia era già considerata un paese nostro, quindi era inutile distruggere per dopo ricostruire. Occupati i principali centri, si diede subito il via a costruire le postazioni r.t., ed i collegamenti ben presto si ramificarono in modo capillare. Tripoli si collegava tutti i giorni con la stazione di Vittoria, in Sicilia, baipassando Lampedusa, la distanza delle due stazioni era superiore ai 500 km.

Il 20 novembre i tiri della regia  nave Carlo Alberto furono guidate verso l’oasi di Tajura  via radio, da un osservatore che appostato su “Draken ballon”, comunicava via telefono alla base che a sua volta era via radio in contatto con la nave.

Visto l’utilizzo importante  della radio, verso la metà di marzo a Tripoli fu costituito il laboratorio radiotelegrafico, diretto dal tenente SACCO, tutto il materiale necessario per il funzionamento  era garantito dalla madrepatria, che in varie fasi approvvigionò il nuovo laboratorio. Ben presto SACCO iniziò la sperimentazione di nuovi apparati, sia con  stazioni carrettate che someggiate su cammelli o dromedari, questi ultimi diedero ottimi risultati sia per l’affidabilità che per la praticità, data la facilità di movimento di questi animali in quel particolare paesaggio. Per pura curiosità vi comunico che per istallare una stazione da 1500 W portatile, occorrevano dodici cammelli, dieci specialisti e due ore di duro lavoro, per essere completamente operativi. Furono studiate nei minimi particolari le procedure di smontaggio e rimessaggio dei materiali in appositi contenitori montati nei basti degli animali.  Alla fine dell’agosto 1912, si poteva comunicare stabilmente tra la stazione di Vittoria  in Sicilia,  Tripoli e Derna, ricoprendo tratte di oltre 1000 km tra terra e mare. SACCO fece  studi sulla propagazione delle onde radio specialmente sulla fascia costiera, queste  esperienze  furono utili per la radio-intercettazione delle trasmissioni del nemico, e ben presto  SACCO diventò un esperto di crittografia, materia che fu utilizzata in modo massiccio nella 1° guerra mondiale.

I nostri tecnici con stazioni 911 crearono un sistema anti-intercettamento, sincronizzando le stazioni corrispondenti  in modo che  cambiassero simultaneamente lunghezza  d’onda .

La stazione di Tobruk, Bengasi e Derna avevano apparati che garantivano 700 km di portata ed erano impianti smontati da navi, riequipaggiate di nuove e più potenti stazioni. Intanto in patria, grazie ai massicci sforzi della regia marina e con l’aiuto di MARCONI, a Roma fu montata una nuova stazione da 2.000 km di portata ed a Coltano si attivò una nuova stazione che garantiva i contatti con tutte le nostre navi nel mar Egeo. Nel frattempo, dato che il traffico delle maglie dell’impero di Libia  che confluivano  alla capomaglia di Tripoli, che a sua volta smistava verso l’Italia, erano notevoli, MARCONI, dopo un accurato sopralluogo, decise insieme ai vertici del ministero della marina e dell’esercito, di rifare di nuovo tutta la stazione di Tripoli. In effetti costruì una ottima stazione, molto più potente di quella di Vittoria e di Lampedusa; Tripoli garantiva stabili collegamenti di oltre 2000 km e si collegava direttamente con Roma Montemario, Coltano e tutte le altre stazioni nazionali.  L’energia elettrica, per alimentare la stazione di Tobruk, era garantita da un motogeneratore diesel da 40 Hp. Il Sig. MARCONI prima di tutto era un imprenditore e pose dei grossi limiti alla ricerca “alternativa” specialmente all’utilizzo di apparati che non fossero usciti dalla sua azienda inglese o su licenza, e stipulò contemporaneamente  fior di contratti con i vari paesi (Francia, Germania, Turchia, Stati Uniti, Giappone, ...). Nonostante le limitazioni imposte da MARCONI, la sperimentazione andò avanti presso le officine del Genio, all’arsenale di La Spezia e nei laboratori rt di Roma, dove si fecero sperimentazioni di radiolocalizzazione e di trasmissione da velivoli, comunque  sempre  sotto l’occhio vigile di MARCONI. Nel frattempo tante invenzioni si erano fatte nel mondo, che miglioravano la radiotelegrafia, come lo scaricatore ad impulso di Wien, gli alternatori ad alta frequenza, lo scaricatore a disco rotante, il triodo di Deforest il rivelatore a carborundum, il multiple turner, ecc... MARCONI si attardo a modificare ed aggiornare le proprie apparecchiature, utilizzando queste nuove scoperte che tra l’altro erano di proprietà di altre società. Nel frattempo erano sorte nuove società che  facevano la loro concorrenza sul mercato mondiale. MARCONI non gradiva che l’esercito Italiano e quello inglese sperimentassero in modo autonomo, se pur sotto il suo occhio vigile, tra l’altro tali esperienze erano essenziali per lui,  perché arricchiva sempre di più le proprie cognizioni.  Non è accertato, ma intorno al 1909 sono stati fatti esperimenti di radiotelefonia presso i laboratori del Genio, La società MARCONI Wireless, a differenza di altre società dell’epoca, non dava spiegazioni tecniche nella librografia specializzata quindi non vi sono schemi ne specifiche costruttive, insomma nulla o quasi... mentre altre società davano ampie spiegazioni, con schemi e dati costruttivi dei dispositivi che costituivano le loro produzioni. Grazie a queste pubblicazioni specializzate, nacque l’interesse non solo degli addetti ai lavori ma anche di civili che si avvicinarono alle meraviglie della radio con la sperimentazione, pochi mezzi e tanta animosità. Ecco cari amici, NOI radioamatori discendiamo da loro !!

Spero che questa pagina di storia oramai remota e poco conosciuta,  possa essere stata utile per  farvi assaporare con la fantasia il clima di allora, quando la nostra Italia, grazie alla genialità di  MARCONI, insieme a  tante persone che con dedizione e senso del dovere e non per ultimo amor di Patria (mumble mumble... amor di patria, cosa è?! Un cinico n.d.r.) hanno fatto grande il nostro paese nel mondo.

 

           73 de IW5BVL,  Andrea CHESI.  

Fonte:http://www.ik0lrg.it/index_file/Page343.htm

TENENTE LUIGI SACCO

1911 a Tripoli con Marconi

 

 

Luigi Sacco (a destra), Guglielmo Marconi e un soldato stendono l'antenna a filo disteso sulla sabbia

Il 28 settembre 1911 il governo italiano presieduto da Giovanni Giolitti inviava un ultimatum di 24 ore al governo turco in relazione alla situazione della comunità italiana in Libia; l'obiettivo italiano era chiaramente l'occupazione militare e l'annessione della Tripolitania e della Cirenaica (la quarta sponda). Il giorno dopo la guerra ebbe inizio con un primo scontro navale e nel giro di pochi giorni Tobruk e Tripoli caddero in mano italiana.
Il 9 ottobre del 1911 il tenente Luigi Sacco si imbarcava a Napoli e raggiungeva Tripoli il giorno successivo, come comandante della compagnia R.T. a Tripoli. La sua missione era quella di sperimentare l'uso della radiotelegrafia per le comunicazioni militari.
Il 15 dicembre giunse a Tripoli lo stesso Guglielmo Marconi che voleva collaudare i collegamenti con la nuova stazione R.T. di Coltano (vicino Pisa) da lui da poco allestita, cosa che aveva peraltro già fatto a novembre dalle altre colonie italiane: in Eritrea Coltano-Massaua e in Somalia Coltano-Mogadiscio.
Il 16 dicembre Marconi e Sacco sperimentarono al cimitero degli ebrei, alla presenza del gen. Caneva comandante della spedizione in Tripolitania, un collegamento a breve distanza (15-20 km) con strumenti non nuovi; più interessante il secondo esperimento svoltosi nel pomeriggio del 17 dicembre: Marconi e Sacco usarono un semplice filo di 200 m disteso sulla sabbia in direzione di Coltano e riuscirono a ricevere il segnale da quella stazione lontana 1200 km. L'esperimento confermò la possibilità di stabilire in modo semplice comunicazioni radio con l'Italia, e anche quella di intercettare a distanza le trasmissioni radio del nemico; a questo proposito Sacco nella sua relazione annotava: «Naturalmente il nemico può fare lo stesso d'onde la necessità sempre maggiore di cifrare tutte le comunicazioni r.t.». Data in effetti al 1911 l'interesse di Sacco per la crittografia e quella frase sembra presagire la situazione di quattro anni dopo a Codroipoall'entrata dell'Italia nella I guerra mondiale.
Per Sacco quella visita fu comunque l'occasione per un'accurata revisione alla stazioni radio militari destinate a essere impegnate in operazioni belliche, e fu anche l'inizio di una collaborazione con Marconi destinata a durare fino alla morte di quest'ultimo nel 1937.
Sacco rimase in Libia fino al 15 gennaio 1914, organizzando il primo servizio regolare di radiotelegrafia campale militare su larga scala e guadagnandosi la promozione a capitano nel dicembre 1912.